Young Royals 1 / Recensione

Netflix
Wilhelm e Simon Wilhelm cerca di baciare Simon, la cui faccia è in parte coperta dalla corona che il principe tiene tra le mani
diverserie.com
Svezia, 2021

Un punto di partenza differente

Young Royals mette al centro una relazione omosessuale tra due giovani, senza concentrarsi troppo sulla singola storia di coming out per fare spazio a un discorso di più ampio respiro sulle classi sociali.

E quale modo migliore se non partendo dalla nobiltà, con le sue tradizioni e privilegi?

Wilhelm è il secondogenito della famiglia reale svedese. Il principe vuole frequentare gli stessi ambienti e fare le stesse cose di adolescenti che frequentano la sua scuola pubblica a Stoccolma.

La madre invece vuole mandarlo in un prestigioso collegio lontano dalla capitale svedese, lontano da possibili scandali, con un ‘giusto’ giro di amicizie e una routine fatta di regole ferree. Questa scuola è frequentata anche da alcune (poche) persone appartenenti a classi sociali inferiori.

Come Simon, un ragazzo apertamente gay pronto a farsi rispettare anche da chi ha più soldi di lui. Quando i due mondi si incontrano, i personaggi si rendono conto di come alcune situazioni del quotidiano non siano poi così distanti.

Amore o dovere?

Nonostante questo, l’attenzione rivolta al principe è differente. La Regina Kristina percepisce il ruolo come un privilegio per cui vale la pena fare delle rinunce, mentre Wilhelm lo percepisce a volte come una costrizione.

Un contrasto interiore ben evidenziato in più forme e declinazioni: dai momenti in cui il principe rompe la quarta parete per esprimere emozioni di insofferenza, all’utilizzo di musica elettronica dallo spirito ribelle.

Distinzioni

Un contrasto sempre in primo piano anche grazie alla figura di August, l’unico parente di Wilhelm all’interno del collegio.

Il cugino sottolinea la differenza tra chi dorme nell’istituto e chi non può permetterselo. Sempre August sottolinea la differenza tra chi possiede storicamente titoli nobiliari e chi ha acquisito la propria ricchezza recentemente, come Alexander.

Quest’ultimo, di origini est asiatiche, è un po' il servitore di August e i ragazzi nobili dell’ultimo anno. Su internet, alcune persone con le stesse radici hanno fatto notare come questo è uno dei principali stereotipi a loro legati. Chissà se ci sarà spazio per approfondire meglio il personaggio di Alexander nella prossima stagione… (Qui per sapere cosa si sa ad oggi sulla seconda stagione)

Popolarità

Ad ogni modo, Lisa Ambjörn e il team dietro Young Royals cercano il più possibile di non fare nessun tipo di distinzione di etnia o di genere. Cominciando proprio dall’attore che interpreta Alexander, Xiao-Long Zhao, un ragazzo apertamente trans.

Un altro esempio è il fatto che il personaggio più popolare della scuola (a maggioranza bianca) è una ragazza nera, Felice, il cui colore della pelle non è mai al centro della questione.

In più, nonostante si faccia notare come abbia qualche problema ad allacciare la cerniera di certi abiti, Felice non sembra essere insicura del suo corpo.

Lo spettro di possibili disordini alimentari è invece puntato su un personaggio maschile, che tra l’altro ha un fisico perfettamente in linea con l’ideale proposto dalla società moderna.

Rapporti sociali

Un’altra operazione fresca e riuscita è quella di mostrare come si possa instaurare un legame tra la ragazza più popolare della scuola e la ragazza con più problemi a stringere rapporti sociali, Sara, la sorella di Simon. Sara ha la sindrome di Asperger e l’ADHD, ma questo non la limita nel suo arco narrativo.

Se da un lato il fratello non sembra affascinato dal mondo della nobiltà, e se Wilhelm a volte ne farebbe a meno, il suo personaggio bilancia in un certo senso la situazione. Come August, Sara mostra considerazione per determinati aspetti della vita dell’alta società. Ad esempio, il galateo a tavolo. Ed è affascinata dall’equitazione, spesso associata alla nobiltà.

È proprio questo sport a fare incontrare Sara e Felice, le quali si ritrovano a parlare di altro oltre ai ragazzi (permettendo alla serie svedese di superare agevolmente il “Bechdel-Wallace Test”).

Il nome del cavallo, Rousseau, è forse un richiamo voluto al filoso che aveva teorizzato, tra le altre cose, l'uguaglianza in una società ideale.

Finale

Nel caso in cui gli spoiler non fossero un problema, QUI c’è l’interpretazione del finale di Young Royals