Maid (miniserie Netflix) / Recensione

Netflix
Un giocattolo e dei prodotti per le pulizie
diverserie.com
Stati Uniti, 2021

Indipendenza e sopravvivenza

Grazie a una narrazione lineare ma profonda, Maid riesce a mantenere ferma l’attenzione sulla ciclicità di abusi e povertà.

Il tono struggente accompagna il viaggio di Alex dal momento in cui trova la forza per lasciare il fidanzato emotivamente violento. Senza un piano e senza soldi, si ritrova ad affrontare le contraddizioni di un sistema che non sembra volerla aiutare davvero.

Il racconto, ispirato al libro autobiografico di Stephanie Land - “Donna delle pulizie. Lavoro duro, paga bassa e la volontà di sopravvivere di una madre”, è straziante da seguire. E, come scrive Tracy Moore su Vanity Fair, questo è esattamente il punto.

Speranza e disperazione

Ci sono però momenti di speranza che riescono a ridimensionare tutto il resto. Sono legati prevalentemente al rapporto di Alex con la figlia Maddy.

Quello che ci viene mostrato fa sembrare Alex una madre quasi perfetta. Ad eccezione del primo episodio, forse un po' troppo perfetta, come suggerisce Elizabeth Skoski su Slate Magazine. Ma allo stesso tempo questi momenti aiutano a diffondere un senso di calore e dolcezza lungo tutto il corso della miniserie di Netflix.

Il padre di Maddy, Sean, è l’uomo da cui Alex vuole allontanarsi. Maid condanna le azioni dell’uomo senza però presentarcelo esclusivamente come il cattivo della situazione. Anche lui è un personaggio complesso, con i suoi demoni da affrontare.

Alex: Madre e figlia

Senza più poter contare su Sean e la casa in cui abitava, l’unica alternativa di Alex in caso di necessità è la madre Paula, con disturbi mentali non trattati.

Le due donne sono quasi agli antipodi, non solo caratterialmente ma anche nel modo di affrontare i propri traumi. Alex è più concreta e cerca un cambiamento, mentre Paula preferisce mantenere le cose come stanno, a volte rifiutando l’evidenza dei fatti.

Il loro rapporto è uno dei punti di forza della serie di Netflix, grazie anche alla loro prova recitativa (tra l’altro, Andie MacDowell e Margaret Qualley sono rispettivamente madre e figlia anche nella vita reale.)

Due direzioni semplici e opposte

Un altro punto di forza è la semplicità con cui viene ricordato costantemente a chi guarda quali sono le difficoltà, la realtà che Alex deve affrontare giorno dopo giorno. Ecco allora che ogni volta che la donna deve comprare qualcosa per necessità, sullo schermo compare un numero corrispondente ai soldi che le rimangono nel conto in banca.

Allo stesso tempo però Maid decide di puntare su piccoli elementi surreali che servono invece a mostrarci quanto queste difficoltà pesano su Alex e il suo stato emotivo. Ad esempio quando al supermercato la protagonista si presenta con i buoni alimentari e le sembra di sentire la cassiera annunciare al microfono: “pulizia nella corsia della povertà”.

Uno stato emotivo aggravato ancora di più dagli abusi psicologici. (D.P. è un’altra serie Netflix) che tratta della ciclicità degli abusi, anche se in un altro contesto.)

Altre possibili situazioni da esplorare in Maid

Maid è nata come una miniserie di 10 episodi, ma la creatrice dello show, Molly Smith Metzler, non ha escluso la possibilità di trasformarla in una serie antologica.

In un’intervista rilasciata a Decider, dice che sarebbe emozionante poter esplorare altri personaggi femminili, sempre madri e donne delle pulizie, in altri luoghi e con altre esperienze di vita. Magari in contesti ancora peggiori.

Come la stessa Stephanie Land ha dichiarato più volte, la scrittrice è perfettamente consapevole di come il contratto editoriale che l’ha aiutata a migliorare la sua condizione economica sarebbe stato peggiore se avesse semplicemente avuto un colore della pelle più scuro.