Made in Heaven 1 / Recensione

Prime Video
TaraTara con uno sguardo sicuro, immersa in una vasca piena di gioielli
diverserie.com
India, 2019

Davanti e dietro i matrimoni

Matrimoni sfarzosi ‘fatti in paradiso’ (la traduzione del titolo) fanno da cornice a problemi sociali attuali, amori e tradimenti, accettazione e appartenenza.

Da una parte la serie affascina con la sua raffinata sigla introduttiva, la magia ricreata sui set delle cerimonie nuziali, la varietà di religioni e gruppi etnolinguistici * . Dall’altra espone senza giudicare il dietro le quinte, le relazioni interpersonali tra lo sposo e la sposa, tra la famiglia di uno e quella dell’altra.

A gestire questa situazione ingarbugliata sono Tara Khanna e Karan Mehra, due wedding planner di Nuova Delhi che si ritrovano a vivere situazioni personali agli antipodi con quello che è il loro lavoro.

La gioia di quei giorni di festa è contrapposta alla freddezza e al distacco di Tara, che nutre sospetti di tradimento del marito Adil.

La dichiarazione pubblica di un amore è contrapposta alla segretezza delle relazioni sentimentali di Karan, che è omosessuale e potrebbe essere incarcerato per colpa della sezione 377 del codice penale indiano. (Risalente al periodo dell’impero coloniale britannico, nel 2018 la sezione 377 è stata giudicata incostituzionale. Durante la produzione della stagione era ancora in vigore.)

Lotta contro il patriarcato

All’estremità opposta dell’organizzazione di questi matrimoni c’è sempre la sposa, che ha poca o nessuna voce in capitolo.

La figura femminile è il punto di forza maggiore di una serie scritta e diretta prevalentemente da donne (tra cui le creatrici Zoya Akhtar e Reema Kagti), lanciata nella Giornata internazionale della Donna. Con Made In Heaven ci si avvicina un po' di più alla parità di genere nelle serie tv.

Ecco allora che si passa dalla sposa sessualmente libera all’arrampicatrice sociale, il tutto senza moralismi. Nessuna viene mai vittimizzata.

Neanche quando si scopre di un ex marito picchiatore, come nel caso di Faiza, la migliore amica di Tara. Le sue conversazioni con la terapeuta sono uno dei momenti in cui si nota maggiormente la complessità dei personaggi femminili di Made in Heaven.

Ma c’è spazio anche per situazioni più semplici e (pochi) matrimoni felici in cui la sposa e lo sposo sono in perfetta sintonia. Come quello tra un ragazzo induista e una ragazza musulmana, figlia di un dipendente dell’agenzia matrimoniale. Chissà se ci sarà spazio per più unioni felici nella prossima stagione… (QUI le notizie sulla seconda stagione)

Punti di vista che coesistono

Jazz è invece la nuova assunta da Tara e Karan. Il suo personaggio osserva le cose in modo differente. Se c’è chi associa il matrimonio pomposo ai soldi o all’influenza politica, lei è pronta a sottolinearne l’aspetto romantico (cosa che non necessariamente si riflette in altri ambiti della sua vita).

È anche grazie a lei se la serie riesce a bilanciare le due parti, senza che gli aspetti negativi prevalgano prepotentemente sul resto.

A Kabir è come se fosse affidato il compito di mettere insieme questi pezzi. Il suo personaggio è incaricato di filmare i matrimoni e di raccogliere le testimonianze delle famiglie per ricordare la gioia del momento.

Grazie alla tecnica della voce fuori campo, alla fine di ogni cerimonia è lui a parlare, con un pensiero che racchiude quello che c’è davanti e dietro lo svolgimento di un matrimonio.


* Lingue native come l’hindi, il punjabi o il bengali sono forse un po' sacrificate per far spazio all’inglese. Almeno questo è quello che scrive l’autrice dell’articolo “Made in Heaven” Injects Feminism into India’s Big Wedding Industry (su bitchmedia.org). L’inglese è molto parlato a Delhi, ma pensa che le lingue native siano altrettanto affascinanti. La prevalenza dei dialoghi in lingua inglese da una parte permette ad un pubblico più ampio di seguire le vicende, dall’altra non aiuta completamente quelle persone che utilizzano cinema e TV anche come mezzo per ridurre la distanza con il loro Paese di origine.