D.P. (Netflix) 1 / Recensione

Netflix
Corea del Sud, 2021

Produzione straziante

Senza fare delle donne l’oggetto del discorso (ma coinvolgendole), D.P. espone gli effetti della mascolinità tossica e del bullismo sui giovani all’interno di uno degli ambiti della società coreana ancora riservato ai soli uomini, ovvero la leva obbligatoria.

Con toni via via più cupi e crudi, la serie non si tira indietro nel raccontare i diversi tipi di abusi commessi da uomini nei confronti di altri uomini: di natura fisica, mentale, e anche sessuale (di cui solitamente si parla poco).

Non è un caso che la storia si svolga nel 2014. Il servizio televisivo che viene mostrato per pochi attimi nel primo episodio richiama un fatto realmente accaduto. In più, è dello stesso anno la vicenda di un soldato che spara ai suoi bulli - compagni di caserma.

Ma anche quando non si arriva alla morte, gli eventi della serie potrebbero avere un fondo di verità.

Perché la produzione coreana è tratta dal webtoon (fumetto digitale) di ispirazione autobiografica D.P Dog Day scritto da Kim Bo-tong - che ha contribuito alla sceneggiatura. Ma anche, per esempio, ascoltando le esperienze militari di Danny e David Kim sul loro canale YouTube DKDKTV (c/DKDKTV), rilasciate in un video in risposta a D.P.

Vittime e carnefici

Nonostante questo, la serie riesce a non dividere nettamente i personaggi buoni da quelli cattivi, inserendoli anche in contesti e situazioni quotidiane che vanno al di là dell’esercito coreano e che possono riguardare altri ambiti di ogni società.

In questo microcosmo gerarchico, a volte è difficile distinguere la vittima dal carnefice, entrambi coinvolti in un ciclo di abusi che si continua a ripetere col tempo.

Unità D.P.: An Jun-ho

Con il protagonista, il soldato semplice An Jun-ho, si affronta l’argomento su più piani. A livello familiare deve fare i conti con un padre violento, sperando di non intraprendere la stessa strada. Non sa bene come comportarsi con la madre e la sorella. Ha un atteggiamento distaccato, che adotta anche della vita di tutti i giorni.

Ma i suoi occhi riescono a dire quello che non è sempre in grado di dire a parole. Ecco allora che il regista Han Jun-hee punta molto sugli occhi dell’attore (Jung Hae-in). Il suo sguardo è in grado di creare un legame con noi che guardiamo esprimendo le più svariate emozioni: dalla rabbia al rimorso, dallo sconforto alla disperazione.

Anche in questo caso non c’è nessun eroe.

Frasi del tipo Perché non hai fatto niente? riecheggiano nel corso della serie e riguardano anche lui. Ma è sempre attraverso i suoi occhi che è come se si percepisse una voglia di cambiamento. Sin dalla sigla iniziale, Jun-ho rompe brevemente la quarta parete, ci fissa negli occhi, per poi tornare a guardare nella stessa direzione degli altri soldati.

Unità D.P.: Han Ho-yeol

La sigla introduttiva è in netto contrasto con i toni della serie. Assomigliando a un filmato casalingo, ha un sapore nostalgico (come parte della colonna sonora) e sottolinea la calorosità di quei momenti vissuti dai ragazzi prima di praticare il servizio militare.

Il personaggio che più porta avanti questo senso di calore umano e che più si contrappone caratterialmente al protagonista è Han Ho-yeol.

Insieme al protagonista, a lui è affidato il compito di riportare indietro i disertori (da qui il titolo D.P., ovvero Deserter Pursuit). Scappati a volte per motivi familiari. Altre volte per i motivi sopra descritti, riuscendo ad affrontare una discussione così delicata con una certa intimità in un contesto piuttosto frenetico.

Ho-yeol è un po' quello che alleggerirsce le situazioni complicate, ma senza essere ingiustamente chiuso in questo ruolo. Vengono mostrate anche le vulnerabilità dietro al suo carattere spiritoso, cercando anche in questo caso di non tirarsi indietro e di non nascondere niente a chi sta guardando la serie.

Finale

Nel caso in cui gli spoiler non fossero un problema, QUI c’è l’interpretazione del finale di D.P..

Oppure potete sempre leggere le notizie sulla seconda stagione di D.P., ufficialmente commissionata da Netflix.


A metà 2021 è stato annunciato che le unità D.P. in cerca di soldati semplici disertori smetteranno di esistere in Corea del Sud a partire dalla seconda metà del 2022.