Blindspotting 1 / Recensione

STARZPLAY
Ashley La protagonista indossa la divisa dell'hotel e balla.
diverserie.com
Stati Uniti, 2021

Sperimentazioni con elementi teatrali

Attraverso magici e surreali intermezzi fatti di poesia e parti rappate, danza contemporanea e stacchetti musicali, Blindspotting si immerge nella vita quotidiana di un gruppo di personaggi subito dopo un arresto.

In fin dei conti, come quando la protagonista (Ashley) si immagina di dire al figlio (Sean) che il padre (Miles) è in prigione, La vita è il modo in cui scegli di vedere la verità a portata di mano. E la verità non è programmata. Non è un film. È un brano musicale intonato e stonato. È una danza ribelle.

Ispirandosi così più a una breve composizione musicale che a un lungometraggio, la prima stagione di Blindspotting è fatta di una serie di momenti messi insieme più che di una storia corposa e piena d’azione.

Grazie ad un uso suggestivo delle luci che sembra sospendere il tempo, gli intermezzi fanno vivere appieno questi momenti, esplorando le emozioni dei personaggi. Momenti per sfogarsi, per darsi la carica, per ingannare l’attesa, per ricordare. Oppure per comunicare quello che i personaggi non riescono o non vogliono dire a parole.

Musica e Oakland

Lo stile spesso pomposo e teatrale si può intuire fin dai titoli di apertura, quando il titolo di ogni episodio compare sull’insegna luminosa del Grand Lake Theatre di Oakland. Sempre sull’insegna, viene riportata una frase contenuta all’interno di una scena.

L’unica eccezione è all’inizio di un episodio che, con la scritta “RIP Shock G”, vuole ricordare l’omonimo musicista scomparso nel 2021, fondatore del gruppo oaklandese Digital Underground.

L'importanza della città in cui si svolgono le vicende dei personaggi si riscontra anche in molte tracce (spesso hip-hop) della colonna sonora di Blindspotting. Altre volte la musica si riallaccia più apertamente alla cultura afroamericana, come le note jazz di una tromba che accompagna delicati movimenti di danza contemporanea.

Temi di riflessione

Discussioni riflessive di gruppo su cosa significa essere persone nere, e su argomenti collegati come il colorismo e il ‘privilegio nero’, vanno anche oltre questi intermezzi.

Ad ogni personaggio viene data la possibilità di esprime la propria opinione, senza che una prevalga sull’altra, senza che gli animi comincino a riscaldarsi, riuscendo a non escludere chi assiste alla scena al di là dello schermo.

Ma anche in queste discussioni, così come negli intermezzi, ci sono momenti più casuali e leggeri che sembrano ben rispecchiarsi nella frase pronunciata da Ashley già scritta all’inizio. Ecco allora che la conversazione sul colore della pelle finisce per mettere in mezzo anche l’orsetto Paddington.

Storia in parallelo

A fare il nome del simpatico animaletto è Earl. Uno dei personaggi più interessanti di Blindspotting con le sue bizzarrie e la sua bontà d’animo. Ci si ritrova a sorridere per il modo in cui si approccia all’interminabile prolunga collegata alla cavigliera GPS per la sua libertà vigilata.

Allo stesso tempo lo si conosce più a fondo. La sua “seconda punizione fuori dal carcere” è costruita con finezza andando in parallelo con la storia degli altri personaggi, legati affettivamente a una persona ora in carcere.

Serie tv e film

Miles, il compagno di Ashley, è stato il protagonista assieme a Collin dell'omonimo film uscito nel 2018 che precede temporalmente di sei mesi la serie tv (entrambi nel catalogo del servizio streaming StarzPlay). Non è necessario conoscere il film per poter seguire la serie tv, però può essere d’aiuto per farsi un’idea più generale.

Anche il film fa uso, seppur in maniera minore, degli effetti teatrali scritti sopra. Anche la serie tv è scritta principalmente da Rafael Casal (Miles) e Daveed Diggs (Collin).

Differenze tra serie e film

Ma per quanto riguarda le persone dietro e davanti la macchina da presa sono state prese decisioni piuttosto differenti.

Se il lungometraggio ha per protagonisti i due attori appena citati, nella produzione seriale il cast principale è composto prevalentemente da donne: oltre Jasmine Cephas Jones (Ashley), c’è Jaylen Barron (Trish, sorella di Miles dallo spirito libero), Candace Nicholas-Lippman (Janelle, amica di Ashley appena tornata in città) e Helen Hunt (Rainey, la stravagante madre di Miles e Trish).

Inoltre, se nel film c’è un regista uomo (Carlos López Estrada) e un direttore della fotografia uomo (Robby Baumgartner), nella serie la regia degli episodi della prima stagione della serie è varia e l’autrice della fotografia è una donna (Tarin Anderson).


Notizie sulla seconda stagione di Blindspotting