Fiction italiane RAI, donne e diversità

RAI e RaiPlay
Italia, 2021

Donne nelle fiction Rai

Come confermano i dati Istat, le donne rappresentano più del 50% della popolazione italiana. Quanto spazio hanno le donne nel settore dei media italiani?

In questo articolo sono prese in considerazione tutte * le fiction e le serie della TV di Stato - la Rai - andate in onda in prima visione nel 2021, composte da più di un episodio e un massimo di 20.

Registe, scrittrici e altri ruoli

Il divario è ancora abbastanza ampio.

Tra le categorie analizzate, le sceneggiatrici hanno il 31% dello spazio totale.

Seguite dalle montatrici, con il 24%, e le registe, con il 23%. In quest’ultimo campo, Milena Cocozza è l’unica donna a prendere parte in due produzioni (L’ispettore Coliandro 8 e Mare fuori 2, entrambe su Rai2). Mentre i registi uomini coinvolti in più di una fiction sono il doppio, ovvero 2.

Infine le direttrici della fotografia raggiungono solo il 14%, un risultato in gran parte dovuto al solo nome di Francesca Amitrano (anche lei per le serie di Rai2 L’ispettore Coliandro 8 e Mare fuori 2). In questo campo, gli uomini coinvolti in più di un progetto Rai sono il triplo.

Come scritto in “Donne nelle serie tv e dietro le serie tv”, Francesca Amitrano è la prima donna ad aver conquistato una nomination ai Nastri d’Argento per la fotografia.

Facendo un paragone con l’insieme delle emittenti televisive statunitensi (NO piattaforme streaming), la situazione non è molto differente.

Analizzando i dati della stagione americana 2020/2021, grazie allo studio “Boxed In” 2021 (su womenintvfilm.sdsu.edu), si può notare come le sceneggiatrici italiane sono di pochi punti percentuali sotto quelle americane. Mentre di qualche punto sopra negli altri tre ruoli. Per la fotografia addirittura il doppio superiore. Anche se il campione di riferimento è molto ristretto, trattandosi di solo 22 serie Rai.

Attrici

Passando dal dietro le quinte al davanti la macchina da presa, le cose migliorano. Anche se ancora non riflettono la percentuale di donne della società italiana.

Le protagoniste femminili - da sole, in coppia o in un trio protagonista - si prendono il 43% della luce dei riflettori.

Se si estende la ricerca a tutti i nomi forniti dalla Rai per il cast artistico, la percentuale scende di poco al 42%. Anche in questo caso, un dato non molto lontano da quello delle TV americane con il 45%.

Seppur il campione non è molto ampio, anche per la Rai vale il discorso dell’età: con il passare degli anni, le donne hanno più difficoltà ad ottenere una parte. Escludendo RaiGulp, l’età media delle attrici protagoniste è di 38 anni, quella degli attori protagonisti 44.

Maggioranza e parità

Sulla base di queste categorie, l’unica serie che ha una presenza femminile maggiore di quella maschile è Nudes, distribuito direttamente sulla piattaforma streaming RaiPlay.

Mentre l’unica serie che va vicino alla parità è Fino all’ultimo battito (Rai1) con la regia di Cinzia TH Torrini, una delle registe italiane più famose del piccolo schermo.

Diversità nelle fiction Rai

Non sono solo le donne a dover avere più spazio, ma anche il mondo delle disabilità, il mondo LGBTQIA+, etnie e religioni, ecc…

Includere la diversità non significa necessariamente voler rappresentare un’intera comunità, ma più semplicemente inserire una persona che esiste anche nella realtà. Escludere individui con determinate caratteristiche dal mondo immaginario vuol dire fare finta che individui con determinate caratteristiche non esistano nel mondo reale.

Per ragioni di privacy e per i confini fluidi di alcuni di questi mondi, utilizzare le percentuali non è lo strumento migliore. Considerando che si tratta ancora di pochi casi, si può affrontare il discorso singolarmente. Le serie prese in considerazione sono comunque le stesse.

LGBTQIA+

L’unico protagonista - in teoria - gay è Leonardo nella serie dall’omonimo titolo, in associazione con alcune emittenti televisive europee e prodotta e distribuita internazionalmente. La sceneggiatura infatti ‘parla’ inglese. Ed è proprio dall’estero che sono arrivate alcune delle critiche più dure.

È come se ci fosse ancora vergogna nel raccontare di un personaggio storico omosessuale. Sebbene venga dato un po' di spazio a questo aspetto della vita di Leonardo da Vinci, la serie mette al centro una relazione eterosessuale con un personaggio femminile probabilmente mai esistito. In questo modo si fa ancora più confusione.

La Rai potrebbe ricadere negli stessi problemi con una serie tutta italiana di quest’anno, Un professore, anche se il percorso di Simone e Manuel potrebbe prendere un’altra direzione. I due ragazzi non sono i protagonisti della fiction, ma hanno un ruolo importante.

Più ci si allontana dal personaggio principale e da situazioni forse ancora considerate ‘tabù’, più la situazione migliora. Ad esempio, con il matrimonio tra due donne in I bastardi di Pizzofalcone 3. O con il tema dell’affido e delle famiglie omogenitoriali ne La compagnia del cigno 2.

Bisogna però dare più possibilità e centralità. Sotto questo punto di vista la Rai è ancora indietro rispetto ad altre emittenti televisive europee, come la BBC. La TV di stato britannica ha chiuso il 2021 con la serie di formazione In My Skin 2 e ha iniziato il 2022 in cerca di giustizia con Four Lives.

Disabilità

Blanca ha per protagonista un personaggio cieco. È la prima serie televisiva girata in olofonia, una speciale tecnica che permette di riprodurre un suono in modo simile a come viene percepito dall’apparato uditivo.

Oltre alla consulenza artistica di Andrea Bocelli, sarebbe stato bello se altre persone cieche fossero state coinvolte più attivamente davanti e dietro questa fiction.

Magari tra i nomi principali di chi ha scritto la sceneggiatura. O magari dando la possibilità a una persona cieca di poter recitare in Blanca. Se non nel ruolo della protagonista, almeno all’interno del cast artistico.

In the Dark è una serie americana recente che ha premesse simili alla fiction italiana: una ragazza cieca protagonista immersa nel genere giallo e poliziesco. Anche in questa serie l’attrice è normovedente, ma c’è spazio anche per una giovane attrice cieca (Calle Walton) in un ruolo ricorrente.

Più personaggi con una stessa diversità potrebbero aiutare a scacciare il problema dell’eccezionalità.

Tra le altre fiction Rai, c’è Sara, un personaggio ipovedente nel cast principale di La compagnia del cigno 2. Anche in questo caso però, l’attrice non ha nessuna disabilità alla vista.

Etnia

Per trovare un personaggio principale non di etnia bianca bisogna spostarsi su RaiGulp: Eva (Audrey Mballa) in Marta & Eva.

Come già dimostrato sopra con Nudes di RaiPlay, è più facile che le ‘novità’ arrivino prima nelle serie giovanili.

Audrey Mballa è una ragazza nera, e non è l’unica ad avere origini non italiane all’interno della serie. Così come ci sono persone con origini regionali italiane differenti.

Guardando più in generale alle fiction Rai, quello che sembra mancare è la possibilità di avere più di una ‘diversità’ in uno stesso personaggio.

France Télévisions ne è un esempio.

Oltre ad aver collaborato per la realizzazione di Leonardo, nel 2021 il servizio pubblico francese ha raccontato una storia simile a quella di Un professore con La Faute à Rousseau (entrambe remake della spagnola Merlí). Uno dei due attori impegnati nella serie in una relazione omosessuale è afrodiscendente.

Religione

Nelle fiction Rai, non sembra esserci un personaggio protagonista che si identifichi in una religione differente da quella cristiana. Alle suore di Che Dio ci aiuti 6 manca così una controparte.

Questo problema va oltre l’Italia. Specialmente per quanto riguarda l’Islam, c’è proprio una difficoltà in molti Paesi a maggioranza cristiana, come riportato in “Rappresentazione musulmana in film e serie tv”.

Nel 2022 però le cose dovrebbero cambiare per la Rai, pronta a distribuire Bangla - La serie sulla sua piattaforma RaiPlay.

Diversità insieme

Grazie in parte ad un cast artistico molto allargato, La compagnia del cigno 2 dimostra come più ‘diversità’ possano convivere in una stessa serie. Anche se non sempre inerenti ai personaggi principali (e va bene così), la fiction italiana tratta argomenti che riguardano più di uno di questi mondi.

Ed è bello che questo stia cominciando ad essere sempre più presente e possibile. Perché la Rai è la TV di Stato e ha un dovere nei confronti della popolazione. E ogni membro della società ha il diritto di ritrovarsi in personaggi di finzione.


* Le 22 serie tv prese in considerazione sono: Blanca 1 (Rai1), Che Dio ci aiuti 6 (Rai1), Chiamami ancora amore (Rai1), Cuori 1 (Rai1), Fino all’ultimo battito (Rai1), I bastardi di Pizzofalcone 3 (Rai1), Il cacciatore 3 (Rai2), Il commissario Ricciardi 1 (Rai1), Imma Tataranni – Sostituto procuratore 2a (Rai1), L’ispettore Coliandro 8 (Rai2), La compagnia del cigno 2 (Rai1), La fuggitiva (Rai1), Le indagini di Lolita Lobosco 1 (Rai1), Leonardo 1 (Rai1), Màkari 1 (Rai1), Mare fuori 2 (Rai2), Marta & Eva (RaiGulp), Mina Settembre 1 (Rai1), Nudes (RaiPlay), Rocco Schiavone 4 (Rai2), Un passo dal cielo 6 (Rai1), Un professore 1 (Rai1)

I dati sono raccolti da News Rai - RAI Ufficio Stampa. Ad eccezione di alcuni casi per la fotografia e il montaggio, che non sono presenti in 4 schede. Questi sono stati recuperati sulle pagine web delle case di produzione che hanno co-prodotto la fiction o più generalmente su internet.

La quantità di nomi elencati in alcune voci, come la sceneggiatura e il cast artistico, può variare considerevolmente. Per questo motivo ogni voce ha sempre e solo un numero compreso tra 0 e 1 (per le donne e gli uomini) che si somma a quello delle altre fiction.

Non è stata rivelata la presenza di personaggi/persone non binarie. Nonostante sia stata posta scrupolosa attenzione per tutte le serie, potrebbero esserci delle sviste o delle imprecisioni.